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EPISODIO #3: IL MOSTRO DAGLI OCCHI VERDI

Chi è “il mostro dagli occhi verdi”? È la gelosia, così viene definita nell’Otello, una tragedia di William Shakespeare, il grande drammaturgo inglese. Shakespeare non voleva dire che chi ha gli occhi verdi è più geloso degli altri, ma che la gelosia è pericolosa come i serpenti o gli animali da preda, che hanno le pupille giallo-verdastre. Tanto più pericolosa perché spesso viene scambiata per un segno d’amore. E quand’è buona, lo è davvero. La parola “gelosia” deriva da “zelo”, cioè attenzione, premura: in senso buono è la voglia di proteggere la nostra storia d’amore e di difenderla come una piantina appena nata. La gelosia si trasforma in un mostro quando il dispiacere e la rabbia – che proviamo nel vedere la persona amata con un altro – diventano insicurezza e sfiducia perenne nei suoi confronti e ci fanno vedere rivali dappertutto. È un sentimento così antico e rovinoso che poeti e scrittori ne parlano dalla notte dei tempi. È anche uno dei temi preferiti delle canzonette, dove la gelosia sembra sempre romantica ed eccitante e, come minimo, giustificabile, anche quando finisce a botte. Del resto nelle canzoni è tutto un ripetere “tu sei mia”, “sono tua”, “tu mi appartieni”, come se amarsi significasse possedersi come oggetti. E più gli oggetti sono preziosi, più si ha paura che qualcuno ce li porti via, no? Intendiamoci: ieri come oggi, i cantanti fanno solo il loro mestiere. Cantano, non insegnano. E sono gelosi, sì... ma soprattutto dei cantanti che vendono più di loro! Il fatto è che spesso sono gli unici a parlare di emozioni ai ragazzi in modo coinvolgente e comprensibile. E quando siamo innamorati tutte le canzoni d’amore sembrano descrivere la tempesta dei nostri sentimenti. Peccato che a volte lo facciano usando vecchi stereotipi-zombie che ci mandano fuori strada. Tipo che l’amore vero dev’essere possessivo, geloso, meglio se un po’ asfissiante. Quindi se il nostro fidanzato, come Teo, ci fa le scene o pretende di guardare i nostri messaggi, dobbiamo accondiscendere perché è il suo modo di dirci che ci ama. E se non gli va che chiacchieriamo con un altro, ha il diritto di aggredirci verbalmente o di punirci con il silenzio. Se poi addirittura alza le mani, beh, è colpa del testosterone, l’ormone maschile dell’aggressività. È un vero uomo, e alle donne piacciono i veri uomini – che in pratica è come dire che a loro piace essere picchiate. Beh, sono tutte cavolate. Non è che se uno stereotipo ci viene servito in musica diventa una verità. Va preso per quello che è: lo spunto d’ispirazione per una canzonetta. Amore è rispetto e fiducia nell’altro, e all’interno di una relazione sana l’unico tipo di gelosia ammesso è quello buono, protettivo, che fa sentire al sicuro. Non quello che fa vivere nella paura.

E ora i nostri pregiudizi zombie vi portano al luna park.

Allacciate le cinture di sicurezza e preparatevi per un giro mozzafiato...