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EPISODIO #2: LOVE POSSESSION

Secondo un sondaggio il film più spaventoso della storia è il mitologico Esorcista, dove uno spirito diabolico si impadronisce di una ragazzina e le fa fare cose tremende. L’idea di essere controllati da un’entità estranea è inquietante, vero? Invece desiderare il controllo esclusivo della persona che amiamo ci fa meno paura. Anzi, lo chiamiamo passione, attaccamento. È un equivoco molto più diabolico dello spirito dell’Esorcista, e può trasformare la vita in un inferno. Ma Teo e Vane non lo sanno. Sono convinti che l’amore “serio”, quello dei grandi, si esprima nel controllo reciproco. Quando si è una coppia si deve fare tutto insieme, o almeno con il permesso del partner. Che oggi, grazie allo smartphone e ai social, può monitorarci ovunque. Quindi, guai a spegnere il cell, anche di notte! Questo pregiudizio-zombie può insidiare sia i maschi che le femmine. Ma quando è in combutta con l’altro zombie, quello secondo cui le ragazze sono il “sesso debole”, sono queste ultime a farele rinunce più pesanti per paura di dispiacere al fidanzato. E così Vane si sente in obbligo di sacrificare una gita che Teo si è concesso senza problemi. Questo non è amore “da grandi”, ma tutto il contrario. È una pessima imitazione della simbiosi fra mamma e bambino. Come sanno gli psicologi, il primo grande amore di ognuno di noi è stato la mamma, che ci ha tenuti dentro il suo corpo e poi ci ha dato nutrimento, affetto, protezione. Noi ci sentivamo parte di lei, e lei di noi. È questo pieno d’amore fatto nella culla a renderci capaci di avere relazioni stabili e affettuose da grandi. In uno sviluppo sano, il legame totalizzante ed esclusivo con la mamma si supera intorno ai due anni, quando il bambino comincia a capire di essere una personcina a se stante. Ma se ci resta troppa nostalgia per quella irripetibile simbiosi, se in una relazione cerchiamo la fusione con l’altro e non lo riconosciamo come individuo diverso da noi, costruiamo una prigione per due. È un rischio che si corre soprattutto da adolescenti, quando non sappiamo ancora bene chi siamo e quali sono i nostri limiti, e il partner è uno specchio in cui cerchiamo conferme, invece che un compagno nella meravigliosa (e a volte un po’ paurosa) avventura di diventare grandi. E allora, come evitare che lo spirito maligno del controllo rovini la nostra storia, oltre a quella di Teo e Vane? No, non serve chiamare un esorcista. Bisogna stabilire confini fatti di rispetto reciproco e di autonomia fin dall’inizio del rapporto, anche se il cuore vorrebbe tenerci appiccicati all’amato h24. La nostra libertà, la nostra intimità (o privacy, come si dice oggi) sono le cose più preziose che abbiamo.Se il partner ci chiede di sacrificarle per lui, non ci ama davvero. E se noi lo accontentiamo, non lo amiamo davvero. Quelle che chiamiamo “prove d’amore” sono in realtà giochi di potere. In cui, alla fine, non vince nessuno.

Dopo zombie e spiriti maligni potevano mancare i mostri?