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EPISODIO #1: La putrida differenza

Tipico inizio da storia horror: c’è un gruppo di teenager che fa cose perfettamente normali, come lamentarsi dei prof, spettegolare o mettersi insieme a San Valentino. A dire la verità, non è da molto tempo che è “perfettamente normale” che due ragazzini possano scoprire di piacersi, innamorarsi e fare coppia senza chiedere l’autorizzazione agli adulti. Ai tempi dei bisnonni gli adolescenti maschi e femmine avevano pochissime occasioni di incontrarsi, frequentavano scuole diverse e la loro vita sociale e sentimentale era sotto lo stretto controllo dei genitori. E anche quando due giovani innamorati ottenevano il permesso di vedersi, c’era una mamma o una zia che seguiva a poca distanza perché non ci scappasse un bacetto proibito... soprattutto per le ragazze, perché una che si lasciava baciare senza sposarsi subito dopo, era considerata una poco di buono. Che meraviglia il progresso! Okay, ma quando arrivano gli zombie nella storia di Teo, Vane e dei loro amici? Eccolo lì, il primo pregiudizio morto vivente. Spunta dalla frase di Filo. Vane è considerata “una seria” perché “non ci sta”, sottinteso “con i ragazzi”. Non perché è studiosa e intelligente, o perché non ha mai rubato o ingannato (e sicuramente non l’ha fatto). Vane è “seria” perché non è uscita con molti coetanei, anche se aveva la fila di corteggiatori. Già: c’è ancora chi pensa che il valore di una ragazza dipenda da quello che fa (o non fa) nella sua vita intima: le stesse idee ammuffite delle bisnonne, solo che loro non le diffondevano via smartphone! Ma parliamo di Teo. Lui si è “dato da fare”, nel senso che di ragazze prima di Vane ne ha avute parecchie, o almeno così si dice in giro. Questo lo rende “poco serio” agli occhi del suo gruppo, come succederebbe a Vane? Tutto il contrario: Teo il conquistatore è “maschio al 100%”, molto ammirato dalle compagne e invidiato dai compagni. Uno così la bisnonna l’avrebbe chiamato “sciupa femmine”. Da ragazzina si sarebbe limitata a sognarlo di notte, per non rischiare di finire “sciupata”, come un paio di vecchie scarpe che nessuno avrebbe voluto più, o una mela mangiucchiata da un verme. Femmine come oggetti che si sciupano con l’uso. Maschi che, usandole, si fanno la fama di fighi e tosti. È una concezione nata nelle società primitive, basate sul diritto del più forte, quando tutto il potere era in mano agli uomini e le donne non contavano nulla ed erano loro proprietà. La divisione dei ruoli e la differenza di valore fra i due generi servivano a tenere in piedi quel tipo di società, fondata sul potere dei padri e chiamata per questo “patriarcale”. Ma noi, per fortuna, viviamo in un mondo molto diverso. Nessuno è proprietà di nessuno e ognuno ha gli stessi diritti, qualunque sia il suo genere. E le nostre esperienze sentimentali o sessuali non c’entrano nulla con il nostro valore come persone. Dei pregiudizi- zombie dei nostri antenati patriarcali non sappiamo più che farcene!

Il primo episodio della nostra serie horror vi ha messo paura? Era solo un antipasto, con il secondo episodio si fa sul serio. Se avete il numero di un buon esorcista tenetelo a portata di mano!